Probabilmente era nel DNA.
Uno zio giornalista de "Il Mattino" di Avellino, il papà tenore, uno zio violinista, un nonno fisarmonicista ....
Fatto è che mi è sempre piaciuto scrivere e, in particolare, 'recensire' tutto ciò che è spettacolo e musica.
Dire le cose dal mio punto di vista, appunto. Ma la parola 'critico' (letterario, teatrale, musicale che sia) non mi è mai piaciuta. Sa di cattivo, di qualcuno che è 'di parte' e una critica può anche determinare o l'esaltazione eccessiva o la demolizione assoluta di qualsiasi creazione.
Però ne ho mangiato, di critica!!
Si era negli anni dell'Università (la 'mia' si svolse tra il 1975 e il 1979, come studentessa). Il periodo più ricco che si possa vivere quando sei 'diretta' da persone di grande cultura e intelligenza.
Io, laureanda in Materie Letterarie presso l'Università di Salerno (ora Fisciano), iniziai a frequentare i corsi di Storia del Teatro e dello Spettacolo con il professore Achille Mango, al tempo Direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte, Preside di Facoltà e ProRettore.
Le sue lezioni erano tenute con , in sottofondo, il "Concerto di Colonia" di Keith Jarret : già questo diceva 'tutto'!
Seminari fuori Salerno; incontri con Dario Fo, Carmelo Bene, Vittorio Gassman...
E poi spettacoli nei teatri 'off' di Roma, si Salerno, di Napoli.
Io assistevo e...elaboravo. Già avevo chiare nella mente le parole per descrivere le messe in scena, le sensazioni, i 'colori'.
Poi mi laureai. Il massimo dei voti e una rosa sulla mia tesi su Antonin Artaud.
Seguii ancora Achille da 'collaboratrice esterna'. Mi volle con lui a fare lezioni, esami e collaborai ad un testo ad uso degli studenti.
Nel maggio del 2000 Achille ci lasciò.
Dedico A LUI questo blog!
GRAZIE, ACHILLE!